Alena Afanasyeva
IL SIGNORE DEGLI ANELLI IN RUSSO: traduzioni a confronto

If the Italian public has been able to enjoy another translation of The Lord of the Rings only fifty years after the publication of the English edition, the Russian-speaking world has lived a completely different story. The Russian translations are quite a few, probably even too many, and most of them appeared more or less at the same time. Until the 1960s-1970s, Tolkien was practically unknown to Soviet readers. Usually the blame for all this is attributed to censorship and the ban to publish his works, but the truth is more complicated and at the same time simple than that. This article provides a brief overview of the publishing history of The Lord of the Rings in Russian and a comparative analysis of three translations that show different approaches to Tolkien’s text.

 

1. Breve storia editoriale di Tolkien in URSS1

Se il pubblico italiano ha potuto fruire di una seconda traduzione del Signore degli Anelli soltanto dopo cinquant’anni, il mondo russofono ha vissuto una storia completamente diversa. Le traduzioni in russo sono tante, forse perfino troppe, molte delle quali sono comparse praticamente in contemporanea.

Fino agli anni Sessanta e Settanta il nome di Tolkien era pressoché sconosciuto al pubblico sovietico. Di solito la responsabilità viene attribuita alla censura, al divieto di pubblicazione, ma la verità è allo stesso tempo più complessa e più semplice.

Prima di tutto occorre riscontrare che l’Unione Sovietica non è stato l’unico paese dove Il Signore degli Anelli è stato pubblicato anni dopo la morte di Tolkien. La traduzione in portoghese è comparsa tra il 1975 e il 1979, la traduzione spagnola è uscita nel 1977-1980, quella greca nel 1978, quelle ungherese e serba nel 1981. La traduzione russa, pubblicata ufficialmente per la prima volta nel 1982 si inserisce benissimo in questo elenco.

Tuttavia la prima leva di tolkieniani sovietici nasce molto prima del 1982. Già negli anni Sessanta e Settanta c’era chi aveva letto il romanzo di Tolkien – in originale oppure nelle traduzioni del cosiddetto samizdat (auto-edizione).

Il fenomeno del samizdat è strettamente legato alla censura sovietica. Per poter pubblicare un libro bisognava ottenere l’approvazione dello Stato, la procedura spesso era molto lunga e prevedeva diverse istanze. L’organo principale di censura era il Glavlit, la Direzione Principale per la Letteratura e l’Editoria. In URSS era severamente vietato pubblicare opere di carattere antisovietico (e in generale non in linea con l’ideologia marxista-leninista), di propaganda religiosa e nazionalista, ed erano vietate anche la divulgazione dei segreti di stato e la pornografia. La censura ebbe il massimo potere nell’epoca stalinista, perdendo progressivamente influenza nei decenni a seguire (BLJUM, 2000).

Prima di tutto, il samizdat si occupava della pubblicazione e della divulgazione delle opere vietate (samizdat in senso stretto). Inoltre, venivano pubblicate tante opere che non erano esplicitamente vietate, ma presentavano poco o nessun interesse per la pubblicazione ufficiale (samizdat in senso lato). L’editoria sovietica si occupava principalmente della pubblicazione dei classici della letteratura russa e mondiale (proprio in epoca sovietica nascono molte traduzioni che anche oggi sono considerate classiche), della letteratura delle repubbliche sovietiche e delle minoranze etniche dell’URSS, degli scrittori provenienti dai paesi socialisti o comunque “di sinistra”, che erano solidali con l’Unione Sovietica e nelle loro opere criticavano la società borghese capitalista, parlavano della lotta di classe, ecc.

È facile notare che Tolkien non poteva rientrare tra gli autori che presentavano interesse per l’editoria sovietica. Tutto sommato, però, a quanto pare, non è stato mai esplicitamente vietato2. Le sue opere (in poche copie) erano presenti nelle maggiori biblioteche del paese, specialmente a Mosca. Come conseguenza, i primi lettori di Tolkien furono persone che conoscevano bene l’inglese, come traduttori e professori, o studenti universitari delle facoltà di lingue. Per ovvi motivi non erano tanti, ma crearono le basi per il fandom tolkieniano in Unione Sovietica, in quanto molti traduttori russi di Tolkien appartengono a questa prima ondata di appassionati.

Il primo tentativo di pubblicare Tolkien fu a metà degli anni Sessanta. Zinaida Bobyr’, una nota traduttrice di fantascienza in russo, tradusse Il Signore degli Anelli e lo propose per la pubblicazione a puntate nella rivista divulgativa «Technika – molodёži» (“Tecnica – alla gioventù”), la quale aveva una sezione dedicata alle opere letterarie di fantascienza. Per rendere il testo di Tolkien più attraente per il lettore (e forse anche più accettabile per la censura), Bobyr’ fece una scelta molto equivoca: decise di adattare il romanzo al genere che conosceva molto bene, cioè alla fantascienza. Il libro fu accorciato significativamente, togliendo tutte le descrizioni del mondo secondario e lasciando praticamente solo la trama principale. Quest’ultima subì poi ulteriori modifiche. Bobyr’ introdusse una nuova trama, a forma di siparietti, che forniva una cornice fantascientifica alla storia. In questi episodi aggiunti, un gruppo dei scienziati trova l’Unico Anello e lo considera un manufatto alieno. Il manufatto induce a “ricordare” la storia dell’Anello e gli scienziati cercano di spiegare la magia presente nel racconto dal punto di vista della scienza.

La sua versione fu intitolata dalla traduttrice Povest’ o kol’ce (“La storia dell’anello”).

Nonostante questi sforzi di adattamento, la rivista non accettò la traduzione per la pubblicazione. Secondo le testimonianze, il motivo non fu il carattere antisovietico dell’opera proposta, ma uno stile e una trama troppo insoliti (LOBARЁV, 2017). Negli anni Settanta la versione di Bobyr’ circolava in samizdat insieme ad altre traduzioni.

2. La prima traduzione completa

Tra i primi lettori di Tolkien c’era anche Aleksandr Gruzberg, classe 1937, un traduttore e professore di Perm’. Laureato in filologia russa e appassionato di fantascienza, iniziò a tradurre libri di questo genere dall’inglese come samizdat dall’inizio degli anni Settanta. La fantascienza non era molto diffusa in URSS, i libri pubblicati erano pochi, anche se tra questi c’erano le opere migliori del genere, e il samizdat cercava di colmare questa lacuna. Per trovare nuovi autori per la traduzione, Gluzberg si recava regolarmente a Mosca, alla Biblioteca di Letteratura Straniera, che conteneva una delle più grandi collezioni di libri in lingua originale di tutta l’Unione Sovietica. Sfogliando il catalogo, il traduttore sceglieva i libri che potevano essere di qualche interesse per il suo editore di samizdat, ordinava un microfilm con la copia del libro, che poi veniva spedito a casa sua. Così un giorno scoprì anche Il Signore degli Anelli. Il romanzo gli piacque così tanto che decise di tradurlo per sé stesso e per la sua famiglia. Era un’opera di dimensioni e valore molto più grandi di tutto ciò che aveva già tradotto. Gruzberg, secondo le sue stesse parole, impiegò circa un anno per tradurre il romanzo (GRUZBERG, 2002). Poi il suo editore espresse interesse per il libro, ne fece qualche copia e così, tra il 1977-78, il romanzo di Tolkien iniziò la sua vita nel samizdat. Di solito si facevano poche copie, 5 o 6, una delle quali rimaneva al traduttore. Le copie erano spesso di bassa qualità, contenevano tanti errori, il nome del traduttore non era specificato, ma senza dubbio, la traduzione di Gruzberg fu la prima e la più diffusa traduzione completa del Signore degli Anelli in Unione Sovietica.

Le poesie presenti nel romanzo erano tradotte in parte dalla figlia di Gruzberg, Julia Batalina, in parte da Gruzberg stesso.

Questa traduzione ha avuto una storia particolare. Oltre alla versione originale (oggi praticamente introvabile se non nelle collezioni private), esistono diverse versioni. Alcune sono in formato elettronico e circolano sin dalla metà degli anni Ottanta. Spesso contenevano diversi errori, i nomi erano sostituiti, come vedremo, con quelli della successiva traduzione ufficiale di Murav’ёv e Kistjakovskij, a volte addirittura il testo era in parte sostituito con altre traduzioni del samizdat.

Dal 1989-1990 ci furono diversi tentativi di pubblicare la traduzione di Gruzberg, ma nessuno ebbe successo. Nel 2000 la sua traduzione fu pubblicata su un CD-ROM. Il traduttore diede il suo permesso per la pubblicazione, ma il testo, a sua insaputa, fu gravemente modificato dalla curatrice dell’edizione, E. Aleksandrova. Nel 2002 la casa editrice di Ekaterinburg U-Faktorija pubblicò la traduzione di Gruzberg a cura di A. Zastyrec. Secondo Gruzberg, il curatore «trattava il testo con molta attenzione» (CHANANAŠVILI, 2003). Oltre alle modifiche al testo in prosa, Zastyrec ritradusse tutte le poesie.

3. Arriva la pubblicazione ufficiale

All’inizio degli anni Settanta il libro fu scoperto anche da uno degli impiegati della già menzionata Biblioteca di Letteratura Straniera, Vladimir Murav’ёv, anche lui traduttore. Murav’ёv fece conoscere il romanzo ai suoi amici e Il Signore degli Anelli fu accolto da questi con grande entusiasmo. Tra loro c’erano Natalja Trauberg, la traduttrice di Chesterton e C.S. Lewis, e Andrej Kistjakovskij, traduttore e attivista politico dissidente. Murav’ёv considerava il romanzo tolkieniano «un manifesto della rivolta dei prigionieri dei GULAG», specialmente la parte finale dove gli hobbit della Contea si alzano contro il potere di Saruman (TRAUBERG, 2000). Secondo le testimonianze delle persone che conoscevano i due traduttori, Murav’ёv seguiva la crescita dell’interesse verso Tolkien, aveva letto la sua Guide to the Names in The Lord of the Rings (VITKOVSKIJ, 2004) e anche alcuni saggi di studi tolkieniani, e scriveva articoli dedicati a Tolkien. Così nel 1976 pubblicò una recensione analitica di tre opere: R. Evans, J.R.R. Tolkien (1972), R. Helms, Tolkien’s world (1974) e A Tolkien compass, a cura di Jared Lobdell (1975). Nel 1978 invece scrisse la voce dell’Enciclopedia breve della letteratura dedicata interamente a Tolkien.

Nello stesso periodo nasce l’idea di tradurre Il Signore degli Anelli. Murav’ёv intendeva tradurlo indipendentemente dall’eventuale possibilità di pubblicarlo. Lo stesso Murav’ёv propose anche alla case editrice Detskaja literatura di pubblicare il romanzo.

Per evitare problemi con la censura, il libro veniva presentato come una fiaba, un libro per bambini e adolescenti, senza politica e attacchi all’Unione Sovietica. Ciononostante, ci sono voluti diversi anni per convincere la casa editrice. Non è dato conoscere le motivazioni dietro questi ritardi. Tra le possibili spiegazioni possono esserci l’impossibilità di inquadrare il romanzo all’interno di un genere specifico, ma anche l’attività politica di uno dei traduttori (Kistjakovskij), che sicuramente non era vista di buon occhio.

La prima parte uscì nel 1982 sotto il titolo Chraniteli (“Custodi”) ed era abbreviata su insistenza della casa editrice. I passaggi esclusi riguardavano le informazioni che non incidevano sulla trama, come le descrizioni dei paesaggi, gli accenni storici ed etnografici sugli hobbit, e alcuni dialoghi tra i personaggi minori. Furono eliminati anche i riferimenti alle bevande alcoliche, al tabacco e alle avventure amorose. I motivi di questi tagli non sono noti, ma considerando la natura dei passaggi esclusi, si può dedurre che la casa editrice con molta probabilità voleva “alleggerire” il testo, renderlo più adatto ai giovani lettori che dovevano diventare il pubblico principale del romanzo.

La posizione politica dei due traduttori non poteva non incidere sulla loro percezione del romanzo e ciò si rifletté in alcune scelte traduttive3. I ruoli erano distribuiti così: Kistjakovskij traduceva principalmente le poesie, mentre Murav’ёv si occupava della prosa. Il loro stile era molto diverso. Secondo le testimonianze di amici e parenti, Murav’ёv tendeva verso l’epico, mentre Kistjakovskij amava l’ironia, lo humour. Per lui Il Signore degli Anelli era prima di tutto un ottimo libro con tante cose divertenti (MURAV’ËVA, 2004).

Sebbene dall’inizio si parlasse della pubblicazione di tutte e tre le parti del romanzo, la seconda e la terza non vennero pubblicate, nonostante il grande interesse del pubblico. Anche qui i motivi furono diversi. Uno era sicuramente l’attività politica di Kistjakovskij che nel 1983 diventò presidente della Fondazione Solženitsyn, la quale si occupava del sostegno agli attivisti antisovietici e ai prigionieri politici. Conseguentemente Kistjakovskij era tenuto sotto osservazione dalle autorità, subì diverse perquisizioni domestiche, e ciò non poteva non attirare l’attenzione anche sulla sua attività editoriale. Inoltre, nello stesso anno a Kistjakovskij fu diagnosticato un tumore. Il traduttore morì nel 1987, e lo stato di salute senza dubbio non gli permise di dedicarsi alla traduzione.

Qualunque fosse il motivo dietro questo ritardo nella pubblicazione, la mancanza della seconda e della terza parte creò un vuoto che altri traduttori cercarono di colmare. Le traduzioni comparse in questo periodo in samizdat condividevano due caratteristiche principali: riprendevano i nomi dalla traduzione di Murav’ёv e Kistjakovskij e cercavano di mantenere lo stile del primo volume (HOOKER, 22).

Nel 1988 fu pubblicata la traduzione completa della prima parte de Il Signore degli Anelli, rivista da Murav’ёv4, e solo dopo, a distanza di due anni l’una dall’altra furono pubblicate anche la seconda e la terza parte, tradotte interamente da Murav’ёv: Dve tverdyni, (“Due fortezze”) nel 1990 e Vozvraščenie gosudarja (“Il ritorno del sovrano”) nel 1992.

4. Dopo l’Unione Sovietica

L’inizio degli anni Novanta ha visto il boom delle pubblicazioni tolkieniane: solo nel 1991, tra nuove edizioni e ristampe delle precedenti, furono ripubblicate tre volte la versione completa di Chraniteli e due edizioni di Dve tverdyni, nonché tre altre traduzioni dell’intero romanzo (di N.Grigor’eva e V. Grušeckij, V. Matorina, e di Z. Bobyr’) già conosciute tramite samizdat. Lo stesso anno vide la pubblicazione di diverse traduzioni di Foglia di Niggle e altri racconti minori di Tolkien, della biografia di Tolkien a firma di H. Carpenter, del Silmarillion e di alcuni brani dalle lettere e dai Racconti incompiuti.

Nel 1994 è stata pubblicata la traduzione del Signore degli Anelli di Maria Kamenkovič e Valerij Karrik, annunciata come la più fedele e aderente all’originale, «non solo nella lettera, ma anche nello spirito» (Kamenkovič, 11). Maria Kamenkovič aveva studiato linguistica all’Università di Leningrado e pubblicato diversi libri di poesia. Oltre a Il Signore degli Anelli ha tradotto La via per la Terra di Mezzo di Tom Shippey, Foglia di Niggle e Il ritorno di Beorhtnoth, figlio di Beorthelm. È morta nel 2004, all’età di 42 anni. Valerij Karrik invece non è un traduttore professionista, ma prima di tutto un matematico e filosofo. Karrik è un pseudonimo, che in parte è un omaggio a Carrock, un toponimo che compare ne Lo Hobbit di Tolkien.

La particolarità di questa edizione è la presenza dei commentari dei due traduttori. Nella prefazione sostengono di aver usato ampiamente le Lettere, La via per la Terra di Mezzo, la History of Middle-Earth e «opere di tradizione cristiana» (Kamenkovič, 13). Inoltre hanno avuto la possibilità di consultare direttamente Christopher Tolkien per chiarire alcuni punti del testo e Rayner Unwin che, tra l’altro, ha fornito ai traduttori la Guide.

Un’altra ondata di pubblicazioni tolkieniane c’è stata alla fine degli anni Novanta e nei primi anni del nuovo millennio. L’uscita nelle sale dei film di Peter Jackson ha permesso di mantenere vivo l’interesse per le opere di Tolkien e attirare nuovi lettori. Oltre alle già menzionate pubblicazioni della traduzione di A. Gruzberg, in questo periodo sono state pubblicate alcune nuove traduzioni: di L. Jachnin (1999), V. Volkovskij (2000), M. Belous (2003, solo la prima parte), A.Nemirova (2003), I. Mansurov (2003).

5. Traduzioni a confronto

Ad oggi, il numero delle traduzioni russe complete del romanzo pubblicate ammonta a 9. Il numero totale delle edizioni e ristampe ha superato le 200. Nel 2015 la casa editrice AST, che oggi possiede i diritti per la pubblicazione delle opere tolkieniane in Russia, ha avviato la collana Tolkien: diverse traduzioni. Fino a questo momento, in questa collana sono state pubblicate le traduzioni del Signore degli Anelli di M. Kamenkovič e V. Karrik (2015), di N. Grigor’eva e V. Grušeckij (2016), V. Murav’ëv e A. Kistjakovskij (2016), V. Matorina (2017), A. Gruzberg (2019, a cura di E. Aleksandrova).

L’opus magnum di Tolkien presenta parecchie sfide per un traduttore. Il registro stilistico è molto diverso, sia nella parte narrativa (mentre gli hobbit si allontanano dalla Contea il tono gradualmente si alza dal medio all’alto), sia nei dialoghi tra diversi personaggi. Inoltre, il testo presenta diversi arcaismi, neologismi coniati da Tolkien, versi poetici nascosti nella prosa, giochi di parole, termini polisemantici, allitterazioni, nomi che vanno tradotti. La resa dei nomi in lingua russa presenta un problema ulteriore nella traslitterazione/trascrizione fonetica perché viene usato un alfabeto diverso e non tutti i suoni sono presenti in russo.

Nella seconda parte dell’articolo intendo analizzare tre traduzioni:

– la traduzione di Aleksandr Gruzberg fatta nel 1977-78 e revisionata da A.Zastyrec nel 2002; (in seguito GZ)

– la traduzione di Murav’ёv e Kistjakovskij nell’edizione del 1988 (in seguito MK);

– la traduzione di Kamenkovič e Karrik del 1994 (in seguito KK).

La scelta è stata basata sui seguenti fattori:

– sono state eseguite da traduttori esperti;

– sono state fatte in periodi o contesti diversi;

– presentano approcci al testo e metodi traduttivi diversi.

Per motivi di tempo e spazio, l’analisi si concentra solo sulla prima parte del romanzo: La Compagnia dell’Anello.

6. Aleksandr Gruzberg

Ad Aleksandr Gruzberg mancava una preparazione professionale nel campo della traduzione letteraria, e le sue conoscenze della lingua inglese erano limitate (ricordiamo che la sua laurea era nel campo della filologia russa, non inglese). Inoltre, abitava in una città sì grande, ma comunque di provincia, lontano da Mosca con le sue ricche biblioteche, e quindi aveva accesso limitato a ulteriori fonti. Ciò che aveva a disposizione era il testo del romanzo e un dizionario. Tutto questo ha avuto un impatto sulla sua traduzione. È una traduzione molto letterale, e come tale fedele al testo di Tolkien, però contiene dei piccoli errori e delle omissioni lì dove, probabilmente, il traduttore non riusciva a capire il senso della frase. Così, ad esempio, nell’espressione «run off into the Blue» (FR I.II, p. 41) considerò «Blue» un toponimo e lo lasciò senza traduzione (GZ, p. 68). Alcune frasi sembrano un calco dalla lingua inglese.

Nonostante la fedeltà letterale quindi, la sua traduzione presenta comunque dei problemi. Se lo stile della narrazione tende verso il registro medio o medio-alto, nella parlata dei diversi personaggi c’è una tendenza verso l’appiattimento e l’unificazione del registro stilistico. Così, Hamfast Gamgee parla senza sgrammaticature ed espressioni colloquiali, usa parecchie parole letterarie. Gli Elfi, al contrario, a volte usano un linguaggio più basso rispetto all’originale (ad esempio, il saluto di Gildor a Frodo che in inglese è «Hail Frodo!» (FR, I. III, p. 78), un’espressione decisamente aulica, è reso da Gruzberg con «Privet, Frodo!» (“Ciao, Frodo!”), un saluto molto comune e colloquiale (GZ, p.118).

Per quanto riguarda i versi nascosti o casi di allitterazione, il traduttore non cerca di renderli. Non è stata mantenuta neanche la prosa poetica di Tom Bombadil, che in russo perde il suo ritmo particolare e si trasforma in mera prosa.

Gruzberg decise di lasciare tutti i nomi senza traduzione, traslitterandoli in russo e adattando, dove necessario, la pronuncia. Il traduttore spiega la sua scelta in una delle interviste: «Capivo che si trattava di grande letteratura, e con la letteratura di questo genere non ci si può permettere delle licenze. Per cui ho maturato una scelta piuttosto consapevole: la traduzione deve essere il più possibile aderente all’originale […] Proprio per questo cercavo di non tradurre i nomi. Mi sembra di averlo fatto solo in pochi casi […]. L’ho fatto intenzionalmente e molto prima di aver scoperto l’opinione di Tolkien in proposito» (GRUZBERG, 2002).

L’eccezione è stata fatta per pochi nomi: Starik Ivjanoj (Старик Ивяной, Old Man Willow, letteralmente “un vecchio di salice”), Skorochod (Сокроход, Strider, letteralmente “Corridore”), Obgonjajuščij Ten’ (Обгоняющий Тень, Shadowfax, letteralmente “quello che sorpassa l’ombra”).

Alcuni toponimi sono stato tradotti parzialmente: ad esempio, Ettenmoors diventa bolota Etten (болота Эттен, “paludi Etten”) o interamente come nel caso di Old ForestStaryj Les (Старый Лес, “vecchia foresta”), MidgewaterKomarinye bolota (Комариные болота, “paludi di zanzare”), ecc.

Per quanto riguarda la trascrizione dei nomi in altre lingue, Gruzberg segue le istruzioni di Tolkien sulla pronuncia presenti nelle Appendici.

Bisognerebbe notare che Gruzberg lascia senza traduzioni alcuni termini tolkieniani: ranger (рейнджер), halfling (халфлинг), gross (гросс), e le parole tipicamente hobbit, come mathom (мэтом) o smial (смайлс). I neologismi come eleventy-one o tweens sono stati resi con parole comuni, senza cercare di coniare dei rispettivi neologismi in russo. I giochi di parole sono stati ignorati.

Come anticipato, le poesie di questa edizione sono tradotte da Zastyrec, che curò la pubblicazione. Il traduttore cerca di mantenere le rime e il metro, dove possibile, permettendosi delle piccole licenze per quanto riguarda il significato, cercando comunque di mantenere lo stile.

7. Murav’ёv e Kistjakovskij

Se volessimo definire la traduzione a firma di Murav’ёv e Kistjakovskij con poche parole, la frase più adatta sarebbe “bella, ma infedele”. L’approccio adottato dai due traduttori fu tipico della scuola sovietica del tempo. Il testo è molto scorrevole, è scritto in un ottimo russo, molto ricco sia dal punto di vista lessicale che stilistico. Sembra che il libro sia stato scritto direttamente in russo, non si percepisce per niente che si tratta di una traduzione.

Di solito l’unità di traduzione è una frase, un periodo o una parte di esso. Nel caso di questa traduzione l’unità di traduzione è molto più grande, spesso si espande verso un paragrafo intero. Da una parte, tale metodo permette appunto di creare un testo particolarmente fluente e autentico, in quanto non è legato dalla sintassi di un’altra lingua. D’altra parte, rende il testo abbastanza approssimativo. Sebbene il significato generale venga reso correttamente e i traduttori riescano a mantenere lo stile e l’atmosfera dell’originale, i particolari possono essere molto diversi tra loro. Tra le divergenze principali possiamo notare le seguenti:

– mancanza dei dettagli presenti nell’originale;

– aggiunta di particolari assenti nell’originale;

– spostamento dell’enfasi all’interno del paragrafo;

– il discorso indiretto (ad esempio, un monologo interno) viene reso con il discorso diretto.

Come già accennato nella parte introduttiva, Murav’ёv e Kistjakovskij tendevano verso stili diversi, il che ha permesso di rendere meglio la ricchezza stilistica dell’originale.

La traduzione però rende diversi stili con mezzi diversi. Questo in parte si spiega con le differenze tra le due lingue, in parte con il metodo adottato dai traduttori. Lì dove Tolkien si avvale dei termini arcaici, obsoleti o poetici d’origine anglosassone, Murav’ёv e Kistjakovskij danno spazio a parole prese dall’antico slavo e dal russo antico. Se Tolkien spesso usa l’inversione dell’ordine sintattico per dare un tono più elevato e poetico, la traduzione russa ricrea l’effetto desiderato attraverso parole più lunghe e auliche – il testo diventa più lento e più melodioso.

La parlata degli hobbit è resa particolarmente bene. Come Tolkien, i traduttori si rivolgono al linguaggio popolare. Ma al posto delle forme sgrammaticate e dialettali lo rendono attraverso il lessico stilisticamente più basso, spesso la stessa idea è espressa con più parole, in un modo più verboso.

Anche il modo di parlare degli Elfi e dei Nani è reso bene. Gli Elfi parlano con un lessico più elevato e poetico, mentre i Nani usano un vocabolario più antiquato e ossequioso.

Per Gandalf hanno scelto uno stile abbastanza neutro, simile alla parlata degli Uomini, rappresentati nella prima parte del romanzo da Aragorn e Boromir, ma a volte il Mago cade in uno stile più basso e colloquiale, a differenza dell’originale.

Gollum parla senza sgrammaticature, ma usa molte parole diminutive-vezzeggiative e ciò crea l’effetto di una persona viscida e falsa, poco gradevole. Una scelta traduttiva efficace, che però non ricalca lo stilema di Tolkien per questo personaggio.

Per quanto riguarda i termini hobbit, i due traduttori hanno adottato un approccio misto. Nel caso di mathom hanno cercato di coniare un proprio neologismo, ‘musom’ (мусом), probabilmente da ‘musor’ (мусор, “spazzatura”). Tweens è stato reso con v rannich letach (в ранних летах, un’espressione rara per dire “in giovane età”). Smial invece è stato semplicemente traslitterato in смиал.

Sebbene i due traduttori conoscessero la Guide di Tolkien per la traduzione dei nomi5, hanno adottato tante licenze traducendo i nomi in russo.

I nomi degli hobbit sono tradotti quasi interamente, inclusi alcuni di quelli che Tolkien consigliava di lasciare senza traduzione. Molti si ispirano al significato dei nomi, ad esempio: Baggins > Torbins, da torba (торба, “sacco, borsa”), Noakes > Sduben’, da dub (дуб, “quercia”), Sandiman > Peskuns, da pesok (песок, “sabbia”), altri invece sono più liberi nella resa. Ad esempio, Gamgee diventa Skromby (Скромби), dall’aggettivo skromnyj (скромный, “modesto”), Took si trasforma in Krol, da krolik (кролик, “coniglio”). Quest’ultima è stata tra le scelte più ambigue dei traduttori. Loro interpretano la parola “hobbit” come combinazione del latino homo e dell’inglese rabbit (MK, Prefazione, p. 20), e come conseguenza formano molti nomi personali partendo dalle radici zaj- (зай-, “lepre”), krol- (крол-, “coniglio”), lap- (лап-, “zampa”), senza prendere in considerazione le raccomandazioni di Tolkien. Così, ad esempio, Brandybuck in russo diventa Brendizajk (Брендизайк).

Anche i toponimi sono stati tutti tradotti. Shire è diventato Chobbitanija (Хоббитания), che da una parte si riferisce ai suoi abitanti e dall’altra fa pensare ai nomi russi dei paesi reali: Britanija, Germanija, ecc. Qui ci sono molte scelte davvero felici: i toponimi hobbit sembrano luoghi realmente esistenti (o che esistevano nel passato): Prigor’e (Пригорье, Bree), Istorbinka (Исторбинка, Bagshot Row), Prireč’e (Приречье, Bywater), Vetlianka (Ветлянка, Withywindle).

I nomi in Elfico in teoria non devono essere tradotti per niente, ma a volte i traduttori hanno fatto la scelta molto ambigua di tradurli, completamente o parzialmente. Ecco alcune di queste rese:

Glorfindel => Vseslavur (Всеславур, ≈ Onniglorioso), da vse (все, “tutto”) + slava (слава, “gloria”)

Gildor Inglorion => Garal’d Slavur (Гаральд Славур), da slava (si veda sopra)

Lothlorien => Kvetlorien (Кветлориэн), da kvet (квет, “fiore”, reg.)

Amon Hen => Amon Vedar (Амон Ведар), da vedat’/videt’ (ведать / видеть, “conoscere / vedere”)

Amon Law => Amon Slouš (Амон Слоуш), da slyšat’ (слышать, “sentire, udire”)

Bisogna aggiungere che alcuni nomi hanno subito un lieve adattamento: Andril (Андрил, Anduril), Gorlum (Горлум, Gollum), Smeagorl (Смеагорл, Smeagol), Lučien’ (Лучиэнь, Luthien)6.

Se lette senza far riferimento all’originale, le poesie in questa traduzione sono decisamente belle e molto suggestive, rendono il tono generale delle poesie nell’originale e lo stile. Tuttavia, i traduttori spesso sacrificano l’aderenza al significato in favore di una rima o del ritmo della poesia, ma non sempre seguono la forma poetica dettata da Tolkien. In parte, questo è determinato dalle particolarità della lingua russa dove le regole e la tradizioni poetiche sono ben diverse dall’inglese e le parole hanno, in media, una lunghezza maggiore.

Qualche parola va spesa anche a proposito della prosa poetica di Tom Bombadil. Tolkien si limita a dare il ritmo alla parlata di Tom, identica a quella delle sue canzoni – il ritmo di un ballo saltellante. Kistjakovskij invece la rende sempre con un testo rimato, anche se le rime spesso sono imperfette.

8. Kamenkovič e Karrik

Annunciata come una traduzione più fedele all’originale, l’opera di Kamenkovič e Karrik lascia comunque a desiderare. Spesso nella traduzione un’idea è espressa in modo preciso, ma con più parole, oppure scegliendo delle parole più lunghe, rendendo il testo più verboso, pesante e meno fluente. Inoltre, capitano anche degli errori e rese imprecise, seppur molto meno numerosi rispetto a MK.

Dal punto di vista dello stile, la traduzione di KK presenta meno variazione stilistica. Il registro è tra il medio e il medio basso, a volte calando verso il gergale. Molto probabilmente, i traduttori in questo modo cercavano di arricchire il testo, ma le scelte sono spesso infelici. Non ci si aspetta l’uso del gergo da Gandalf o da Frodo, ad esempio.

Per le parole hobbit, come mathom o smial è stato adottato lo stesso approccio di Gruzberg: la trascrizione fonetica, come metem (мэтем) oppure smail (смайл), altri invece sono stati resi con termini comuni o arcaici. Così eleventy-one è stato tradotto sto odinnadcat’ (“centoundici”) e in un’occasione – odinnadcat’ s hvostikom (“un po’ più di undici”), che è una resa molto infelice, in quanto indica un numero maggiore a undici, ma molto meno di centoundici. Un’altra scelta arbitraria è la traduzione di gross con kuča-mala (куча мала, “un mucchio”), che indica un insieme disordinato di persone o oggetti in grande quantità.

Sin dalle prime pagine si nota che KK cercano un compromesso tra la traduzione dei nomi personali e dei toponimi e la traslitterazione, a volte con un lieve adattamento.

Alcuni cognomi hobbit sono rimasti senza traduzione: Baggins, Sackville-Baggins, Boffin, Sandyman, Maggot. Altri invece hanno subito un adattamento fonetico o grafico: Gemgi (Гэмги, Gamgee), Brendibek (Брендибэк, Brandybuck), Tukk (Tукк, Took).

Molti cognomi dei personaggi secondari sono stati invece tradotti. Alcuni di questi cercano di ricalcare cognomi tipici inglesi, ad esempio Jamkins (Ямкинс, Holman), jama (яма,buco”) + kins; Rytving (Рытвинг, Burrows), da ryt’ / rytvina (рыть / рытвина, “scavare / fosso”) + ing. Altri rendono in un modo o nell’altro il significato, ma non cercano di ricalcare i cognomi reali: Svetl (Светл, Fairbairn), da svetlyj (светлый, “chiaro”), Barsukk (Барсукк, Brockhouse), da barsuk (барсук, “tasso”), Bol’šestup (Большеступ, Proudfoot), da bol’šoj (большой, “grande”) + stupnja, (ступня, “pianta del piede”).

Anche i toponimi presentano una miscela di nomi tradotti e traslitterati. Shire è diventato Zasel’e (Заселье, “luogo abitato”). All’interno dei suoi confini troviamo invece Hobbiton (Хоббитон), Mičel Delving (Мичел Делвинг), Tukkboro (Туккборо, Tookbury), Beklend (Бэкленд, Buckland), accanto a Krikkovaja Loščinka (Крикковая Лощинка, “Valletta di Crick”, Crickhollow), Plavni (Плавни, termine regionale per canneti o gruppi di salici o altre piante che crescono in una piana alluvionale o nel delta di un fiume, Marshes), ecc.

Lo stesso approccio si nota nella traduzione dei nomi personali e dei toponimi della Terra di Mezzo provenienti dall’inglese, ad esempio: Rivendell (Ривенделл), Orfank (Орфанк7, Orthanc), Černoles’e (Чернолесье, Mirkwood), Chojra (Хойра, Hoarwell), ecc.

I nomi elfici sono resi con la traslitterazione, seguendo in generale le regole di pronuncia stabilite da Tolkien, con alcuni lievi adattamenti (credo, per motivi puramente estetici).

9. Analisi testuale

Per dimostrare meglio le caratteristiche di queste traduzioni, ho scelto alcuni passaggi a campione, che riflettono l’approccio dei traduttori.

Passaggio 1 (LOTR, FR, I.VI, p. 113):

In the midst of it there wound lazily a dark river of brown water, bordered with ancient willows, arched over with willows, blocked with fallen willows, and flecked with thousands of faded willow-leaves. The air was thick with them, fluttering yellow from the branches; for there was a warm and gentle breeze blowing softly in the valley, and the reeds were rustling, and the willow-boughs were creaking.

Si può notare che Tolkien ripete costantemente “willow”, che è in parte sostenuto dall’uso di “yellow”, “blowing” e “boughs”. Grazie alla ripetizione degli stessi suoni, si crea un ritmo monotono, che evoca il sonno. Nella tabella 1 propongo tre traduzioni di questo passaggio in russo, con la traduzione parallela in italiano.

Tabella 1

Russo

Italiano

Прямо по ней лениво несла свои коричневые воды извилистая темная река, обрамленная древними ивами, перегороженная их упавшими стволами и покрытая мириадами палых листьев. Немало их, пожелтевших, все еще дрожало на ветвях, и воздух был пропитан их запахом. Теплый слабый ветерок мягко веял по равнине, шуршал тростник, и тихонько поскрипывали ивовые ветви.(GZ, p.164)

Un fiume tortuoso e scuro, incorniciato da antichi salici, sbarrato dai tronchi caduti e coperto da miriadi di foglie morte, trasportava pigramente le sue acque marroni lungo di esso. Molti di loro, ingialliti, tremavano ancora sui rami e l’aria era satura del loro profumo. Una brezza calda e debole soffiava dolcemente attraverso la pianura, le canne frusciavano e i rami di salice scricchiolavano leggermente.

Прямо по ней лениво несла свои коричневые воды извилистая темная река, обрамленная древними ивами, перегороженная их упавшими стволами и покрытая мириадами палых листьев. Немало их, пожелтевших, все еще дрожало на ветвях, и воздух был пропитан их запахом. Теплый слабый ветерок мягко веял по равнине, шуршал тростник, и тихонько поскрипывали ивовые ветви. (MK, p.158)

Nel mezzo, il fiume circondato dai salici e dagli olmi trasportava le sue acque torbide e marroni; sopra di esso erano chini i salici decrepiti, lo attorniavano gli olmi vetusti, i tronchi viscidi degli olmi ingombravano il letto del fiume, migliaia di migliaia di foglie cadute erano portate dall’acqua, a miriadi, gialle, fremevano debolmente nell’aria, tirava un venticello caldo – e frusciavano le canne, sussurravano le carici, bisbigliavano i rami dei salici e degli olmi.

Посреди лениво вилась бурая полоска воды, окаймленная ивами; ивы перекидывали ветви через поток, упавшие стволы ив преграждали течение, и тысячи облетевших ивовых листьев скапливались в затоках. Воздух был весь запорошен этими желтоватыми узкими листьями, слетающими с ветвей, – в долине дул теплый легкий ветерок, камыши на реке шуршали, ветви ив тихонько поскрипывали. (KK, p. 186)

Nel mezzo, una striscia d’acqua marrone, bordata dai salici, serpeggiava pigramente; i salici gettavano rami sopra il torrente, i tronchi dei salici caduti bloccavano la corrente e migliaia di foglie di salice cadute si accumulavano nelle acque. L’aria era tutta piena di queste foglie giallastre e strette che volavano giù dai rami: una brezza calda e gentile soffiava nella valle, le canne frusciavano sul fiume, i rami dei salici scricchiolavano dolcemente.

Come si può vedere, la versione di GZ traduce molto fedelmente il brano, ricalcando in gran parte anche la sintassi. Dall’altra parte, non cerca di ricreare l’effetto sonoro del testo originale. Vengono utilizzati molti participi, i quali, per via delle desinenze, risultano più lunghi e rendono il testo meno fluente e suggestivo.

Nella traduzione di MK si è scelto invece di ripetere sempre la parola iva (ива, “salice”), di alternare le parole con le stesse consonanti, come vetla (ветла, un sinonimo per “salice”) e il’m (ильм, “olmo”). Le consonanze create da queste parole sono sostenute anche nelle altre, sempre giocando sulla ripetizione di “l” e “v”. Il ritmo monotono invece è creato ripetendo la struttura delle frasi: verbo-aggettivo-nome soggetto (“erano chini i decrepiti salici”, “attorniavano i vetusti olmi”, “ingombravano i viscidi tronchi”), oppure verbo-soggetto (“frusciavano le canne, sussurravano le carici, bisbigliavano i rami”).

Infine, si nota che KK rendono fedelmente la ripetizione della parola iva (ива, “salice”), ma il testo è appesantito dall’uso di parole lunghe, che contengono molti gruppi di consonanti.

Passaggio 2 (LOTR, FR, II.II, p. 234)

He was cloaked and booted as if for a journey in horseback; and indeed though his garments were rich, and his cloak was lined with fur, they were stained with long travel. He had a collar of silver in which a single white stone was set: his locks were shorn about his shoulders. On a baldric he wore a great horn tipped with silver that was now laid upon his knees.

Russo

Italiano

Он был в плаще и сапогах, как будто приготовился к путешествию верхом, и хотя на нем была богатая одежда, она, не исключая плаща, подбитого мехом, несла на себе следы долгого путешествия. На нем еще было серебряное ожерелье с единственным белым камнем, его локоны падали на плечи, к перевязи был подвешен большой рог, отделанный серебром, который теперь лежал у него на коленях. (GZ, p. 319)

Indossava mantello e stivali, come se si stesse preparando per un viaggio a cavallo, e sebbene vestisse abiti ricchi, essi, senza escludere un mantello foderato di pelliccia, portavano le tracce di un lungo viaggio. Indossava anche una collana d’argento con un’unica pietra bianca, i riccioli che gli cadevano sulle spalle e da una tracolla pendeva un grande corno, rifinito d’argento, che ora gli giaceva in grembo.

Его давно не стриженные волосы беспорядочными кудрями ниспадали на плечи, прикрывая тонкое серебряное ожерелье с бледно-перламутровым самоцветом впереди; через плечо у него была перекинута перевязь с охотничьим рогом, оправленным в серебро; а его дорогая и богатая одежда – он был одет для путешествия верхом, – посеревшая от пыли, заляпанная грязью и залоснившаяся до блеска от конского пота, говорила о долгих и трудных странствиях. (MK, p.295)

I suoi capelli, che non erano stati tagliati da molto tempo, cadevano in riccioli disordinati sulle sue spalle, coprendo una sottile collana d’argento con una pallida gemma madreperlacea davanti; aveva una tracolla con un corno da caccia incastonato d’argento; e i suoi abiti costosi e ricchi – era vestito per viaggiare a cavallo – grigi di polvere, macchiati di fango e rilucenti di sudore del cavallo, parlavano di vagabondaggi lunghi e difficili.

Незнакомец был одет и обут по-дорожному; одежды его были богато украшены, а плащ оторочен мехом, но по всему видно было, что гость проделал неблизкий путь. На шее у него блестело серебряное ожерелье с одним-единственным белым камнем; пряди вьющихся темных волос ниспадали на плечи. В глаза сразу бросался висевший у незнакомца на перевязи большой рог, окованный серебром; сейчас этот рог лежал у него на коленях, и неизвестный то брал его в руки, то клал обратно. (KK, p.359-360)

Lo straniero era vestito e calzato per un viaggio; i suoi vestiti erano riccamente decorati e il suo mantello era bordato di pelliccia, ma da tutto era evidente che l’ospite aveva viaggiato a lungo. Attorno al suo collo scintillava una collana d’argento con un’unica pietra bianca; ciocche di ricci capelli scuri gli ricadevano sulle spalle. Un grande corno, incastonato d’argento, appeso su una tracolla dello straniero, catturò immediatamente l’attenzione; ora questo corno giaceva sulle sue ginocchia, e lo sconosciuto lo prendeva tra le mani, poi lo rimetteva a posto.

Di nuovo, si può notare che la versione di GZ è la più aderente al testo originale, è molto letterale, a parte alcune piccole licenze (“i riccioli che gli cadevano sulle spalle”, “senza escludere un mantello”, “come se si stesse preparando per un viaggio”).

La traduzione di MK presenta maggiori modifiche al testo. Il significato generale del passaggio è stato reso correttamente: Boromir si presenta come un uomo con abiti ricchi e costosi che portano i segni di un lungo viaggio faticoso. Ma i particolari sono ben diversi:

– in russo è scomparso il mantello con un bordo di pelliccia e il fatto che il corno era appoggiato sopra le ginocchia;

– al contrario, si sono aggiunti i particolari del tutto assenti nell’originale: i capelli coprono parzialmente la collana, diventano espliciti i segni di un lungo viaggio (i vestiti sono coperti di polvere, fango e sudore del cavallo);

– alcuni particolari sono resi in modo impreciso: i capelli tagliati all’altezza delle spalle diventano non tagliati a lungo e cadono disordinati sulle spalle; nell’originale è specificato che Boromir porta un mantello e stivali («cloaked and booted»), mentre in russo si usa un termine più generico odet (одет, “vestito”);

– anche l’ordine in cui viene descritto il personaggio è diverso: in inglese prima si parla dei vestiti, poi della collana, dei capelli e infine del corno, mentre in russo si inizia con la descrizione dei capelli seguita da quella della collana, del corno e infine dei vestiti.

Anche nella traduzione di KK ci sono dei particolari resi in maniera imprecisa (“scintillava una collana”, “ciocche […] ricadevano sulle spalle”) o addirittura aggiunti (“lo sconosciuto lo prendeva tra le mani, poi lo rimetteva a posto”).

Passaggio 3 (LOTR, FR, II.V, p. 323):

They did not halt until they were out of bowshot from the walls. Dimrill Dale lay about them. The shadow of the Misty Mountains lay upon it, but eastwards there was a golden light on the land. It was but one hour after noon. The sun was shining; the clouds were white and high.

They looked back. Dark yawned the archway of the Gates under the mountain-shadow. Faint and far beneath the earth rolled the slow drum-beats: doom. A thin black smoke trailed out. Nothing else was to be seen; the dale all around was empty. Doom. Grief at last wholly overcame them, and they wept long: some standing and silent, some cast upon the ground. Doom, doom. The drum-beats faded.

Russo

Italiano

Лишь на расстоянии полета стрелы от ворот они остановились. Перед ними простиралась долина Димрилл. Тень Туманных Гор лежала на ней, но на востоке землю покрывал золотой свет. Был первый час после полудня. Солнце сияло, высоко плыли белые облака.

Они оглянулись. Сзади черной тенью зияла арка ворот. Из-под земли доносился слабеющий гул барабанов: «Бум, бум…» Из ворот показалась тонкая струйка дыма. Больше ничего не было видно, долина вокруг была пуста. «Бум!» Горе наконец сразило их, и все заплакали. Одни — стоя и молча, а другие — упав на землю.

«Бум, бум…» — бой барабанов затих. (GZ, p. 438)

Si fermarono solo alla distanza di un volo di freccia dal cancello. La valle di Dimrill si estendeva davanti a loro. L’ombra delle Montagne Nebbiose giaceva su di essa, ma a est la terra era ricoperta di luce dorata. Era la prima ora del pomeriggio. Il sole splendeva, nuvole bianche fluttuavano alte.

Si guardarono intorno. Dietro di loro, l’arco del cancello si apriva come un’ombra nera. Da sotto terra proveniva l’indebolito suono dei tamburi: “Bum, bum …” Una sottile zaffata di fumo emerse dal cancello. Non si vedeva altro, la valle intorno era deserta. “Bum!” Alla fine il dolore li colpì e tutti piansero. Alcuni, in piedi e in silenzio, mentre altri caddero a terra.

Bum, bum …” – il colpo dei tamburi svanì.

Остановившись, они оглянулись назад. В прозрачной тени Мглистого хребта угрюмо чернела громадная арка. Где-то глубоко-глубоко под землей чуть слышно ворочался умирающий грохот—Р-Р-Р-Р-О-К, Р-Р-Р-Р-О-К… Р-Р-О-К… Р-О-К…

И тут, не в силах преодолеть скорбь, Хранители дали волю слезам. Одни стояли и плакали молча, другие, рыдая, повалились на землю. Всхлипывал даже суровый Боромир. Еще раз чуть слышно вздохнули глубины — РОК,— и в долине воцарилась тишина. (MK, p.409)

Si fermarono e si guardarono indietro. Nell’ombra trasparente del crinale Brumoso, un enorme arco nereggiava cupamente. Da qualche parte in profondità, nel sottosuolo, un ruggito morente si agitava, a malapena udibile – R-R-R-R-O-K, R-R-R-R-O-K … R-R-O-K … R-O-K…

E poi, incapaci di vincere il dolore, i Custodi diedero sfogo alle lacrime. Alcuni rimasero in piedi e piansero in silenzio, altri, singhiozzando, caddero a terra. Persino il severo Boromir singhiozzava. Ancora una volta, le profondità sospirarono, appena percettibili – ROK,– e il silenzio regnò nella valle.

Остановились они только на расстоянии выстрела из лука от Морийских скал. Внизу расстилалась долина Димрилл; луга ее тонули в тени Туманных Гор, но на востоке земля ясно золотилась – шел всего лишь первый час после полудня. В голубом небе плыли высокие белые облака.

За спиной, в полумраке, чернел зев Мории. Земля все еще вздрагивала от размеренных ударов. Думм! Думм! В воздухе курился черный дымок. Но долина была пуста. Думм. Лишь теперь беглецы безраздельно отдались своему горю: одни, рыдая, бросились на землю, другие плакали стоя, беззвучно, и никто не считал времени. Думм, думм. Барабанный рокот уходил в глубины. Думм. Наступила тишина. (KK, p.489)

Si fermarono solo a una distanza di tiro con l’arco dalle scogliere di Moria. La valle di Dimrill si estendeva sotto; i suoi prati annegavano all’ombra delle Montagne Nebbiose, mentre a est la terra era brillantemente dorata: era solo la prima ora del pomeriggio. Alte nuvole bianche fluttuavano nel cielo azzurro.

Alle loro spalle, nel crepuscolo, la bocca di Moria era annerita. Il terreno tremava ancora per i colpi misurati. Dumm! Dumm! Il fumo nero aleggiava nell’aria. Ma la valle era deserta. Dumm. Solo ora i fuggitivi si abbandonavano al loro dolore: alcuni, singhiozzando, si gettavano a terra, altri piangevano in piedi, silenziosamente, e nessuno contava il tempo. Dumm, dumm. Il rombo dei tamburi andò in profondità. Dumm. Scese il silenzio.

Oltre alle solite osservazioni, questo passaggio presenta un problema traduttivo particolare: la resa della parola doom. Tolkien evidentemente gioca sul doppio significato: l’accezione principale del termine (“destino, fato”) e l’uso onomatopeico per rendere il suono dei tamburi. Di nuovo, le tre versioni presentano approcci diversi. GZ rende solo il suono (bum, un’onomatopea molto comune), senza cercare di ricreare la doppia accezione dell’originale. KK usano dumm per ricalcare il suono della parola inglese, ma anche in questo caso si perde completamente il riferimento al destino. La versione di MK è decisamente la più creativa e fedele: la parola che scelgono, rok ha il significato dell’inglese doom, ma contemporaneamente è una rappresentazione onomatopeica fedele anche del suono.

Conclusione

Nel suo articolo dedicato alle difficoltà traduttive del Signore degli Anelli Natalja Grigor’eva ha scritto: «Non credo che qualsiasi traduzione russa a nostra disposizione sia perfettamente adeguata rispetto all’originale. Non penso neanche che una tale traduzione possa essere fatta, ma vedo due possibilità che mi donano speranza. Magari arriverà un traduttore geniale. Oppure, più realisticamente, avremo un numero di traduzioni che, messe insieme, potrebbero esprimere tutta la varietà del genio di Tolkien». (GRIGOR’EVA, 1996, p. 204)

Di certo, un breve articolo non può bastare per analizzare in modo completo e dettagliato un romanzo così complesso come il Signore degli Anelli, ma spero che l’analisi proposta possa dare un’idea di come il testo tolkieniano è stato affrontato da diverse persone. Nel loro insieme, le tre versioni dimostrano i problemi che il testo tolkieniano pone ai traduttori, le possibili soluzioni, ma anche i limiti di ogni approccio.

Al giorno d’oggi la conoscenza delle opere tolkieniane nella comunità russofona è molto più alta di un tempo. Sono stati pubblicati non solo il Silmarillion, ma anche i Racconti incompiuti, i Figli di Hurin, e i primi quattro volumi della Storia della Terra di Mezzo. Queste ultime traduzioni sono state fatte da team di traduttori che oltre alle conoscenze linguistiche e all’esperienza nella traduzione letteraria, dimostrano una vera passione per le opere di Tolkien e una profonda conoscenza del suo mondo secondario. La qualità delle traduzioni sta diventando sempre più alta. Sebbene per il momento la priorità della comunità tolkieniana russa sia la pubblicazione dei testi ancora inediti, non ho dubbi che prima o poi compariranno delle nuove traduzioni del principale romanzo del professore di Oxford, fatte con più consapevolezza, più esperienza alle spalle e una conoscenza migliore del testo.

Appendice 1

Edizioni delle opere di Tolkien in URSS (1969-1991)8

1969

1. Tolkin dŽon R.R. Chobbit (otryvok iz romana), in «Anglija: [Ežekvartal’nyj žurnal o segodnjašnej žizni v Velikobritanii]», Stephen Austin & Sons, Ltd., Hertford, 2, 1969, pp. 30-40 (Lo Hobbit (tratto dal romanzo) // Anglija: [Rivista trimestrale sulla vita attuale in Gran Bretagna])

1975

2. Tolkein John, An Unexpected Party (From “The Hobbit” ), in NIKONOVA S. (edited by) Once Upon a Time…: English Fairy Tale, Progress Publishers, Moscow 1975. pp. 209-230.

1976

3. TOLKIN dŽon R.R. Chobbit, ili Tuda i obratno. Skazočnaja povest’. Perevod N. Rachmanovoj, Detskaja literatura, Leningrad 1976 (‘Lo Hobbit, o Andata e ritorno. Un racconto fantastico’. Traduzione di N. Rachmanova)

1980

4. TOLKIN dŽon R.R., List raboty Melkina: skazka (Per. S Košeleva) in «Chimija i žizn’», Moskva, 7, 1980, pp. 84-92 (‘Foglia di Niggle: una fiaba’. Traduzione di S. Košelev)

1982

5. TOLKIEN dŽon R.R., Chraniteli: Letopis’ pervaja iz epopei Vlastelin Kolec (Sokr. per. A Kistjakovskogo i V. Murav’ёva), Detskaja literatura, Moskva, 1982 (‘Custodi: la prima cronaca dell’epopea Il Signore degli Anelli’. Traduzione abbreviata di A. Kistjakovskij e V. Murav’ёv)

6. Chobbit, ili Tuda i obratno. Po D.Tolkinu. (Učebnoe posobie dlja ped. institutov po spec. 2103 “Inostr. Jaz.”), Prosveščenie, Moskva 1982 (‘Lo Hobbit, o Andata e ritorno’. Materiale didattico per istituti pedagogici)

1983

7. TOLKIEN dŽon R.R., Chraniteli: Letopis’ pervaja iz epopei Vlastelin Kolec (Sokr. per. A Kistjakovskogo e V. Murav’ёva), Detskaja literatura, Moskva, 1983 (‘Custodi: la prima cronaca dell’epopea Il Signore degli Anelli’. Traduzione abbreviata di A Kistjakovskij e V. Murav’ёv)

1986

8. TOLKIEN dŽon R.R., Fermer Džajls is Hema, ili, na prostonarodnom jazyke, Vozvyšenye e udivitel’nye priključenija fermera Džajlsa, gospodina Ručnogo Jaščera i korolja Malogo Korolevstva (Perevod G.Usovoj), Lenizdat, Leningrad 1986 (‘Fattore Jiles di Ham, ovvero, in lingua comune, Avventure magiche e meravigliose del fattore Jiles, il signore del Drago Domestico e il re del Piccolo Regno’. Traduzione di G. Usova)

1987

9. TOLKIEN dŽon R.R., Kuznec iz Bol’šogo Vuttona, in «Pioner», 2, 1987, pp. 44-55. (‘Il Fabbro di Wootton Major’)

1988

10. TOLKIEN dŽon R.R., Chraniteli: Letopis’ pervaja iz epopei “Vlastelin Kolec” (Per. A. Kistjakovskogo i V. Murav’ёva), Raduga, Moskva, 1988 (‘Custodi: la prima cronaca dell’epopea Il Signore degli Anelli’. Traduzione di A. Kistjakovskij e V. Murav’ёv)

11. TOLKIEN dŽon R.R., Kuznec iz Bol’šogo Vuttona: Skazka (Perevod Ju.Nagibina, E.Gippius), Detskaja literatura, Moskva 1988 (‘Il Fabbro di Wootton Major: una fiaba.’ Traduzione di Ju.Nagibin, E. Gippius)

1989

12. TOLKIEN dŽon R.R., Chraniteli: Letopis’ pervaja iz epopei “Vlastelin Kolec” (Per. A. Kistjakovskogo i V. Murav’ёva), Raduga, Moskva, 1989 (‘Custodi: la prima cronaca dell’epopea Il Signore degli Anelli’. Traduzione di A. Kistjakovskij e V. Murav’ёv)

13. TOLKIN dŽon R.R. Chobbit, ili Tuda i obratno. Skazočnaja povest’ (Perevod N. Rachmanovoj), Detskaja literatura, Leningrad 1989 (‘Lo Hobbit, o Andata e ritorno. Un racconto fantastico’. Traduzione di N. Rachmanova)

14. TOLKIN dŽon R.R. Chobbit, ili Tuda i obratno. Skazočnaja povest’ (Perevod N. Rachmanovoj), Knižnoe izdatel’stvo, Novosibirsk 1989 (‘Lo Hobbit, o Andata e ritorno. Un racconto fantastico’. Traduzione di N. Rachmanova)

1990

15. TOLKIEN dŽon R.R., Dve tverdyni: Letopis’ vtoraja iz epopei “Vlastelin kolec” (Per. V. Murav’ёva), Raduga, Moskva 1990 (‘Due fortezze: la seconda cronaca dell’epopea Il signore degli Anelli’, Traduzione di V. Murav’ёv)

16. TOLKIN dŽon R.R., Povest’ o Kol’ce: Roman: v 3 č. (Per. (sokr.) Z. Bobyr’), Interprint, Moskva 1990 (‘La storia dell’Anello: un romanzo, in tre parti’. Traduzione di Z. Bo’)

17. TOLKIN dŽon R.R. Chobbit, ili Tuda i obratno. Skazočnaja povest’. Perevod N. Rachmanovoj in O.KOLESNIKOVA (sost.), Zabytyj den’ roždenija: Skazki anglijskih pisatelej, Pravda, Moskva 1990 (‘Lo Hobbit, o Andata e ritorno. Un racconto fantastico’. Traduzione di N. Rachmanova. Pubblicato in: ‘Il compleanno dimenticato: fiabe degli scrittori inglesi’)

18. TOLKIN dŽon R.R. Chobbit, ili Tuda i obratno (Perevod V.A.M.), Amur, Chabarovsk 1990. (‘Lo Hobbit, o Andata e ritorno’. Traduzione di V.A.M.)

19. TOLKIEN dŽon R.R., Chraniteli: Letopis’ pervaja iz epopei “Vlastelin Kolec” (Per. A. Kistjakovskogo i V. Murav’ёva), Raduga, Moskva, 1990 (‘Custodi: la prima cronaca dell’epopea Il Signore degli Anelli’. Traduzione di A. Kistjakovskij e V. Murav’ёv)

20. TOLKIEN dŽon R.R., List Niggla (Per. V.Prorokovoj) in «Detskaja literatura» 10, 1990, pp. 71-79 (‘Foglia di Niggle’. Traduzione di V. Prorokova)

1991

21. TOLKIEN dŽon RONAL’D RUEL, Vlastelin kolec (per. N.Grigor’evoj i V.Grušeckogo), Severo-Zapad, Leningrad 1991 (‘Il Signore degli Anelli’. Traduzione di N.Grigor’eva e V.Grušeckij)

22. TOLKIN dŽon RONAL’D RoEL, Vlastelin kolec. Letopis’ 1: Sodružestvo Kol’ca (Per. V.A.M.), Amur, Chabarovsk 1991 (‘Il Signore degli Anelli. Cronaca 1: il Sodalizio dell’Anello’. Traduzione di V.A.M.)

23. TOLKIN dŽon RONAL’D RoEL, Vlastelin kolec. Letopis’ 2: Dve tverdyni (Per. V.A.M.), Amur, Chabarovsk 1991 (‘Il Signore degli Anelli. Cronaca 2: Le due fortezze’. Traduzione di V.A.M.)

24. TOLKIN dŽon RONAL’D RoEL, Vlastelin kolec. Letopis’ 3: Vozvraščenie korolja (Per. V.A.M.), Amur, Chabarovsk 1991 (‘Il Signore degli Anelli. Cronaca 3: Il ritorno del re’. Traduzione di V.A.M.)

25. TOLKIEN dŽon R.R., Vlastiteli kolec: Fantasti

eskie romany. Č. 1: Chobbit, ili Tuda i Obratno; Sodružestvo (Per. Z.Bobyr’), Molodaja gvardija, Moskva 1991 (‘Signori degli Anelli: romanzi fantastici. Parte 1: Lo Chobbit, o Andata e Ritorno; Il Sodalizio’. Traduzione di Z.Bobyr’)

26. TOLKIEN dŽon R.R., Vlastiteli kolec: Fantasti

eskie romany. Č. 2 (Per. Z.Bobyr’), Molodaja gvardija, Moskva 1991 (‘Signori degli Anelli: romanzi fantastici. Parte 2’. Traduzione di Z.Bobyr’)

27. TOLKIEN dŽon RONAL’D RUEL, Dve tverdyni: Letopis’ vtoraja iz epopei “Vlastelin kolec” (Per. V. Murav’ёva), Raduga, Moskva 1991 (‘Due fortezze: la seconda cronaca dell’epopea Il signore degli Anelli’. Traduzione di V. Murav’ёv)

28. TOLKIEN dŽon RONAL’D RUEL, Chraniteli: Letopis’ pervaja iz epopei “Vlastelin Kolec” (Per. A. Kistjakovskogo i V. Murav’ёva), Raduga, Moskva, 1991 (‘Custodi: la prima cronaca dell’epopea Il Signore degli Anelli’. Traduzione di A. Kistjakovskij e V. Murav’ёv)

29. TOLKIEN dŽon RONAL’D RUEL, Chraniteli: Letopis’ pervaja iz epopei “Vlastelin Kolec” (Per. A. Kistjakovskogo i V. Murav’ёva), Knižnoe izdatel’stvo, Novosibirsk, 1991 (‘Custodi: la prima cronaca dell’epopea Il Signore degli Anelli’. Traduzione di A. Kistjakovskij e V. Murav’ёv)

30. TOLKIN dŽon R. R., Derevo i list: Sbornik (Perevod N.Prochorovoj, S. Košeleva), Progress – Gnozis, Moskva 1991 (‘Albero e foglia: una raccolta’. Traduzione di N.Prochorova, S. Košelev)

31. TOLKIN dŽon RONAL’D RuEL, List raboty Melkina i drugie volšebnye skazki (Chobbit, per. N.Rachmanavoj; List raboty Melkina, per. S. Košeleva; Fermer Džajls is Hema, per. G.Usovoj; Kuznec iz Bol’šogo Vuttona, per. S. Košeleva; E. Gippius; O volšebnych skazkach, per. S. Košeleva), RIF, Moskva 1991 (‘Foglia di Niggle e altri racconti fantastici: Lo Hobbit, Foglia di Niggle, Il fattore Giles di Ham, Il fabbro di Wootton Major, Sulle fiabe’)

32. TOLKIN dŽon RONAL’D RuEL, List raboty Melkina i drugie volšebnye skazki, Tekst, Moskva 1991 (‘Foglia di Niggle e altri racconti fantastici’)

33. TOLKIN dŽon R. R., Poboišče pri Irisovych nizinach (per. V. Zari) in «Mir

udes: Al’manach fantastiki dlja detej i vzroslych», Amur, Chabarovsk 2, 1991, pp. 7-9 (‘La battaglia nelle Pianure degli Iris’)

34. TOLKIN dŽon RONAL’D RuEL, Chobbit, ili Tuda i obratno. (Perevod N. Rachmanovoj) – Severo-Zapad, Sankt-Peterburg 1991 (‘Lo Hobbit, o Andata e ritorno’. Traduzione di N.Rachmanova)

35. TOLKIN dŽon R. R., Chobbit, ili Tuda i obratno: Povest’-skazka (Perevod N. Rachmanovoj) – Detskaja literatura, Leningrad 1991 (‘Lo Hobbit, o Andata e ritorno: Racconto fiabesco’. Traduzione di N. Rachmanova)

36. TOLKIN dŽon R. R., Chobbit, ili Tuda i obratno: Racconto fiabesco (Perevod N. Rachmanovoj) – Knižnoe izdatel’stvo , Magadan 1991 (‘Lo Hobbit, o Andata e ritorno’. Traduzione di N. Rachmanova)

37. TOLKIEN dŽon R. R. Fermer Džajls is Hema (Per. G.Abgarjan), Peterburg, Petrodvorec 1991 (‘Il fattore Giles di Ham’. Traduzione di G. Abgarjan)

38. TOLKIEN dŽon R. R. Fermer Džajls is Hema in SIMONOVSKIJ A. (Sost.) Kogda-to tomu nazad… Skaski anglijskich pisatelej: Sbornik, Sojuzteatr, Sankt-Peterburg 1991 (‘Il fattore Giles di Ham’, in ‘C’era una volta… Fiabe di scrittori inglesi’. A cura di A. Simonovskij)

39. Iz pisem Dž.R.R.Tolkina, opublikovanych Hemfri Karpenterom pri u

astii Kristophera Tolkiena, in «Uranija», 3, 1991, p. 61 (‘Dalle lettere di J.R.R.Tolkien pubblicate da Humphrey Carpenter сon il contributo di Christopher Tolkien’)

40. Tolkin Dž.R.R., Vozroždenie, izbavlenie, utešenie: iz esse “O volšebnych skazkach” (per. T. Antonjan, T. Kuchta), in «Uranija», 3, 1991

41. Tolkin Dž.R.R., List Naigla (per. T. Antonjan), in «Uranija», 1, 1991, pp. 52-59 (Foglia di Niggle. Traduzione di T. Antonjan)

42. Tolkin Dž.R.R., O volšebnych skazkach (per. A. Pinskogo), in ČALIKOVA V. (Sost.), Utopija i utopieskoe myšlenie. Antologija zarubežnoj literatury, Progress, Moskva 1991, pp. 277-299 (‘Sulle fiabe’. Traduzione di A. Pinskij)

43. Tolkin Dž.R., Silmarillion, in «Jabberwockey, SF», Ufa, ed. 1 – 3, 1991

44. Tolkin Dž.R., Skazki (Derevo i list; Fermer Džajls is Hema), Aleteja, Perm’ 1991

45. Tolkin Dž.R., List Niggla (per. V. Genisaretskoj) in «Evropejskie vedomosti: nezavisimaja ežemesjanaja gazeta. Literaturnyj vypusk», 2, 1991, pp. 19-24 (‘Foglia di Niggle’. Traduzione di V. Genisaretskaja)

46. TOLKIN dŽon R. R., Chobbit, ili Tuda i obratno (Per. N. Rachmanavoj) EKSITO, Alma-Ata 1991 (‘Lo Hobbit, o Andata e ritorno’. Traduzione di N. Rachmanova)

47. TOLKIEN dŽon RONAL’D RUEL, Ja ne arijskogo proischoždenija, in «Novoe vremja» 31, 1991 (‘Io non sono di origine ariana’)

Appendice 2

Traduzione di alcuni nomi

Inglese

GZ

MK

KK

Baggins

Beggins (Бэггинс)

Torbins (Торбинс, da torba, “sacco, borsa”)

Beggins (Бэггинс)

Peregrin Took, Pippin

Peregrin Tuk, Pippin (Перегрин Тук, Пиппин)

Peregrin Krol, Pin (Перегрин Крол, Пин)

Peregrin Tuk, Pippin (Перегрин Тукк, Пиппин)

Meriadoc Brandibuck, Merry

Meriadok Brendibak, Merri (Мериадок Брендибак, Мерри)

Meriadok Brendizajk, Merri (Мериадок Брендизайк, Мерри)

Meriadok Brendibek, Merri (Мериадок Брендибэк, Мерри)

Samwise Gamgee, Sam

Semvajs Gemdži, Sem (Сэмвайс Гэмджи, Сэм)

Semmium Skrombi, Sem (Сэммиум Скромби, Сэм)

Semuaiz Gemgi, Sem (Сэмуайз Гэмги, Сэм)

Strider

Skorochod (Скороход, “corridore”)

Brodjažnik (Бродяжник, da brodjaga, “vagabondo” + -nik )

Brodjaga-Šire-Šag (Бродяга-Шире-Шаг, “vagabondo-passo-largo”)

Gandalf

Gendalf (Гэндалф)

Gendal’f (Гэндальф)

Gendal’f (Гэндальф)

Bag-End

Beg-End (Бэг-Энд)

Torba-na-Kruče (Торба-на-Круче, “sacco sull’erta”)

Kotomka (Котомка, “bolgia”)

Hobbiton

Chobbiton (Хоббитон)

Norgord (Норгорд, da nora, “tana” + gor(o)d, “città”)

Chobbiton (Хоббитон)

Shire

Šir (Шир)

Chobbitania (Хоббитания)

Zasel’e (Заселье)

Rivendell

Rivendell (Ривенделл)

Razdol (Раздол, “valle tra le monti”, arcaico)

Rivendell (Ривенделл)

Mirkwood

Merkvud (Мерквуд)

Licholes’e (Лихолесье, da licho, “guaio, disgrazia” + les, “bosco, foresta”)

Černoles’e (Чернолесье, da čёrnyj, “nero” + les, “bosco, foresta”)

Vorrei ringraziare Konstantin Pirožkov per i suoi preziosi consigli, Sergej Beljakov per l’aiuto nella ricerca delle edizioni, Flavio Pettinari per la revisione del testo, Claudio Antonio Testi e Roberto Arduini perché senza di loro questo articolo non sarebbe mai stato scritto.

Opere di J.R.R.Tolkien e abbreviazioni usate

Edizioni in lingua inglese:

– The Lord of the Rings, Collins Modern Classics, HarperCollins Publishers, London 2001, edizione in tre volumi.

– The Fellowship of the Ring, Collins Modern Classics, HarperCollins Publishers, London 2001.

Edizioni in lingua russa:

– GZ: Vlastelin kolec. Čast’ 1. Tovariščestvo kol’ca (perevod A. Gruzberga, pod redakciej

A.Zastyrca), U-Faktorija, Ekaterinburg 2002 (‘Il Signore degli Anelli. Parte 1. La Compagnia dell’Anello’. Traduzione di A. Gruzberg, a cura di A. Zastyrec)

– MK: Chraniteli: Letopis’ pervaja iz epopei “Vlastelin Kolec” (Per. A. Kistjakovskogo i V. Murav’ёva), Raduga, Moskva, 1988 (‘Custodi: la prima cronaca dell’epopea Il Signore degli Anelli’. Traduzione di A. Kistjakovskij e V. Murav’ёv)

– KK: Sodružestvo kol’ca (perevod i kommentarij M.Kamenkovi i V.Karrika), Terra – Azbuka, Sankt-Peterburg 1994 (‘La Compagnia dell’Anello’. Traduzione di M. Kamenkovi e V. Karrik)

Bibliografia

APENKO ELENA, U istokov rossijskoj tolkinistiki (interv’ju), http://www.kulichki.com/tolkien/arhiv/manuscr/apenko_int.shtml ‘(Alle origini degli studi tolkieniani in Russia’)

BLJUM ARLEN, Sovetskaja cenzura v epochu total’nogo terrora 1929-1953, Akademičeskij proekt, Sankt-Peterburg 2000 (‘Censura sovietica nell’epoca del terrore totale 1929-1953’)

CHANANAŠVILI ALLA, Kak vsё načinalos’: Tolkin v perevode Gruzberga, in «Palantir», 38, 2003, pp. 3-15 (‘Come tutto è iniziato: Tolkien nella traduzione di Gruzberg’)

GRIGOR’EVA NATALJA, Problems of Translating into Russian, in «Mythlore: A Journal of J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis, Charles Williams, and Mythopoeic Literature», Vol. 21 : No. 2, 1996, pp. 200-205

GRUZBERG ALEKSANDR, Mne nravitsja perevodit’, in «Filolog», 1, 2002, fonte: http://philolog.pspu.ru/module/magazine/do/mpub_1_27 (‘Mi piace tradurre’)

HOOKER MARK, Tolkien through Russian Eyes, Walking Tree Publishers, Zurich and Berne 2003

HOOKER MARK, MARKOVA OLGA, When Philology Becomes Ideology:

The Russian Perspective of J. R. R. Tolkien, in «Tolkien Studies», 1, 2004, pp. 163-170

LJUTOVA K.V., Specchran biblioteki Akademii nauk, http://vivovoco.astronet.ru/VV/BOOKS/LUTOVA/LUTOVA_7.HTM (‘Specchran della biblioteca dell’Accademia delle scienze’)

LOBARЁV LIN, «Vlastelin kolec» v SSSR. Istoria pervogo perevoda Zinaidy Bobyr’ in «Mir fantastiki”, 3.01.2017, https://www.mirf.ru/book/vlastelin-kolec-v-sssr-pereskaz-bobyr (‘Il Signore degli Anelli in URSS. La storia della prima traduzione di Zinaida Bobyr’’)

MURAV’ËV VLADIMIR, Tolkjen i kritiki, in «Sovremennaja chudožestvennaja literatura za rubežom», 3, 1976, pp. 110-114, fonte: http://www.kulichki.com/tolkien/arhiv/manuscr/murav76.shtml

MURAV’ËVA NADEŽDA, Intervju dlja Ardy-na-Kuličkach, 14 maja 2004, fonte: http://www.kulichki.com/tolkien/arhiv/ugolok/nadejda_murav.shtml (‘Intervista per Arda-na-Kuličkach’, 14 maggio 2004)

OSTOGER (BELOV I.), Dž.R.R.Tolkien v SSSR: 1969-1989 gg. (Bibliografia s kommentariami i podrobnostjami), http://www.kulichki.com/tolkien/arhiv/ugolok/tolk_sssr.shtml (‘J.R.R.Tolkien in URSS: 1969-1989. Bibliografia dettagliata con commenti’)

OSTOGER (BELOV I.), Dž.R.R.Tolkien v SSSR: 1990-1991 gg. (Prodolženie bibliografii s kommentariami i podrobnostjami), http://www.kulichki.com/tolkien/arhiv/ugolok/tolk9091.shtml

SEMENOVA NATALJA, Perevod s bogatoj istoriej, http://www.kulichki.com/tolkien/arhiv/ugolok/bobum.shtml (‘Traduzione con una ricca storia’)

TRAUBERRG NATALJA, Tolkien i neprotivlenie. Iz materialov Kruglogo stola “Professor Tolkin i ego nasledie”, RGGU 22 aprelja 2000, fonte: http://trauberg.com/chats/tolkin-i-neprotivlenie-2/ (‘Tolkien e la nonviolenza. Dai materiali della Tavola rotonda ‘Professor Tolkien e la sua eredità’, Università statale russa di scienze umanistiche, 22 aprile 2000’)

VITKOVSKIJ EVGENIJ, Intervju dlja Ardy-na-Kuličkach, 11 maja 2004, http://www.kulichki.com/tolkien/arhiv/ugolok/witkowsky.shtml (‘Intervista per Arda-na-Kuličkach, 11 maggio 2004’)

1 Per la lista completa delle edizioni delle opere di Tolkien in URSS (fino al 1991) si veda l’Appendice 1

2 Oggi molti archivi statali, inclusi quelli del Glavlit, sono stati digitalizzati e resi pubblici. La ricerca negli archivi già presenti in rete non ha prodotto nessun risultato: il nome di Tolkien non compare in nessun documento.

3 Questo è particolarmente vero a proposito della seconda e terza parte del romanzo che Murav’ёv finì da solo. Alcune di queste scelte sono discusse nel saggio di Mark Hooker, Tolkien Through Russian Eye, Walking Tree Publishers, Zurich and Jena 2003

4 Oltre ad aggiungere i brani mancanti, il traduttore ha rivisto anche il resto del testo, correggendo diversi errori e licenze della prima versione.

5 «So che Andrej ricevette tutto da Murav’ёv: la “Nomenclatura”[…] di Tolkien stesso, alcuni materiali aggiuntivi». (VITKOVSKIJ, 2003)

6 In alcuni casi l’adattamento è necessario per rendere i suoni della lingua inglese assenti in russo (th) oppure per rendere la pronuncia più gradevole (nel nome Anduril un russo sente bene la radice dur-, “scemo”) o più facile (e.g. Gorlum, Smeagorl).

7Sebbene in russo all’inglese “th” di solito corrisponde “т”, i traduttori di Tolkien non sempre seguono questa regola. Tra diverse soluzioni alternative possiamo trovare: ф [f], ч [č], с/з[s/z], тх [tch].

8Per evitare confusione, nella lista non sono incluse le ristampe uscite nello stesso anno.

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